Parassitosi nei bambini: Gli ossiuri

Salute
parassitosi

Stai cercando di capire che cos’è la parassitosi? Una parassitosi è una malattia in cui l’agente che la provoca approfitta del nostro organismo per vivere e proliferare. Sono diverse le parassitosi ma oggi ci occupiamo di una di queste che si presenta con frequenza soprattutto nei bambini ma anche nelle persone adulte. Diciamo immediatamente che non esiste alcun legame tra l’insorgenza di parassitosi e la pulizia della persona, spesso queste originano da cibo contaminato. L’ossiuriasi non provoca alcun danno nell’organismo, si risolve con una certa facilità ma provoca disturbi nella persona colpita. Si tratta di piccoli vermi bianchi che possono andare ad annidarsi nell’intestino delle persone, senza distinzione di età, razza ceto sociale, benché interessi soprattutto i bambini e i loro familiari di riflesso.

Le femmine di ossiuri sono più grandi dei maschi, con una lunghezza di circa 10 mm mentre i maschi misurano meno della metà, circa 4 mm. Le femmine che come i maschi trovano nell’intestino il loro ambiente ideale per la sopravvivenza, nel corso della notte lasciano l’intestino solo per migrare oltre l’ano per depositare le loro uova nella pelle circostante lo stesso per ritornare poi nell’intestino. Questa migrazione e la deposizione delle uova provoca un caratteristico prurito nella zona perianale che, quando presente al mattino appena svegli, soprattutto, deve far sospettare la presenza di ossiuri.

La Trasmissione della parassitosi

Questa parassitosi presenta un rischio di contagio elevato, soprattutto in ambito familiare come anche in tutte le situazioni di comunità, asili, case di cura e di riposo collegi eccetera. Il contagio avviene per via oro fecale, spesso per la condivisione di asciugamani o di indumenti, biancheria lettereccia, scarsa igiene delle mani che possono contagiare cibi, condivisione di stoviglie e bicchieri contaminati ma anche giochi, per l’abitudine dei bambini di mettere tutto in bocca o anche semplicemente toccare un gioco contaminato e portarsi successivamente le mani alla bocca. Le uova divengono contagiose già poche ore dopo la deposizione e possono sopravvivere alcuni giorni su capi di abbigliamento, biancheria lettereccia ed oggetti. Le uova non tollerano molto le alte temperature e sopravvivono facilmente alle basse temperature, per cui un lavaggio a temperature medio alte, superiori a 60°C dei capi di abbigliamento e della biancheria da letto è sufficiente a debellarle mentre sarebbe consigliabile usare il vapore per l’igiene della casa e degli oggetti.

Occasionalmente le uova possono, date le loro piccolissime dimensioni, disperdersi nell’aria e penetrare con la respirazione nell’organismo. Una volta penetrate nell’organismo e annidate nell’intestino, le uova schiudono rapidamente e gli ossiuri assumono la loro maturità dopo due/quattro settimane. Grattandosi bella zona perianale, le uova si attaccano alle dita, particolarmente sotto alle unghie e contaminano cibo e oggetti per questa via. In molti casi i portatori di questa parassitosi sono asintomatici mentre il sintomo principale consiste nel prurito attorno all’ano. In alcuni casi gli ossiuri possono essere espulsi con le feci e sono visibile come filamenti bianchi lunghi fino ad i cm.

I bambini si grattano nell’area intorno all’ano e all’inguine e talvolta, a causa della parassitosi che può andare a infiammare l’uretra, possono tornare a bagnare il letto. La cura è molto semplice: il medico potrà prescrivere un farmaco specifico che va preso in una dose immediatamente ed una seconda dose a distanza di due settimane. Il trattamento va esteso a tutti i componenti della famiglia. E’ importante l’igiene quotidiana con acqua calda, al massimo grado resistibile senza scottarsi e il cambio quotidiano della biancheria intima. Da non trascurare l’accurato e frequente lavaggio delle mani, anche questo con acqua calda. Ai bambini bisogna insegnare a lavarsi spesso le mani e ogni volta che vanno in bagno. Utile anche tenere le unghie corte e delicatamente spazzolate durante il lavaggio.